Chi Eravamo

Oggi siamo insieme uniti nell’Associazione Misheni na Ukarimu Onlus. Dire chi siamo in breve non è semplice, ma quello che possiamo semplicemente dire è che siamo persone che da un certo momento in poi ci siamo conosciute e incominciando a scrivere insieme una bella storia. Quella della solidarietà e della carità cristiana. Quella che da un anno è quella della Misheni na Ukarimu, ma che era iniziata prima. Chi siamo oggi è il frutto di una sorprendente         

e inattesa scoperta.

E tutto è cominciato senza che nessuno di noi lo avesse pensato. Accettando la convinzione che non esiste il caso, né la fortuna, ma la provvidenza del cielo, la nostra è una storia di persone che senza saperlo, hanno avuto ad un certo punto la gioia di incontrarsi. E stranamente, benché fossimo del novarese, e quindi italiani, in Africa, esattamente a Watamu, nel Kenya ci si è incontrati e conosciuti.
La storia che ha preso una sua precisa direzione è fatta di persone e di avvenimenti. Alcune persone che oggi sono molto unite negli obiettivi della Associazione, erano già presenti a Watamu. Come tanti altri italiani interessati a vivere alcuni periodi dell’anno sulla costa davanti all’Oceano indiano. Per gli italiani questo

territorio che và da Mombasa a Malindi è un territorio molto amato. E non pochi a Malindi, hanno casa e domicilio.

Diciamo che l’Africa è amata. Ha un fascino. Attira sapendo generare ‘voglia’ e ‘nostalgia’. Questo per noi. Senocchè da un certo momento in poi qualcosa di diverso si è deposto nel cuore e grazie ad un sacerdote, Don Peter Gichunge che era venuto a farsi carico della grande parrocchia missionaria di Watamu. 

Grande perché comprende diversi villaggi. Il sacerdote ha mostrato una grande capacità di dialogo e di relazione con gli italiani e grazie a Lui la comunità cristiana cattolica locale è stata diversamente conosciuta. Partecipando alle funzioni nella Chiesa di Watamu, si è andata intensificando la conoscenza reciproca. E con Don Peter si è instaurato un rapporto amicale e confidenziale che ha permesso a Lui di essere aperto con noi e noi di poter conoscere molto delle realtà delle sue comunità. Abbiamo anche conosciuto il suo impegno di dedizione senza sosta alla gente delle sue comunità. Questa rapporto confidenziale ci ha fatto coscienti della necessità di essergli vicino e abbiamo inteso particolarmente essergli vicino quando siamo stati coinvolti da Lui per costruire a Mida una Chiesa, secondo il desiderio della popolazione. La nostra storia di persone coinvolte e prese nelle necessità della locale comunità cattolica dunque, ha avuto inizio con il progetto della Chiesa a Mida. Ed è con entusiasmo che ci si adoperò. L’impegno divenne anche faticoso, ma quel piccolo gruppo iniziale cercò di fare di tutto per questa chiesa tanto desiderata. Finchè si è potuto la mano è stata offerta. E naturalmente finchè ci sono state disponibilità economiche. Poi a novembre del 2010 ci si dovette fermare. Il nostro piccolo gruppo aveva esaurito le sue forze. Non bastava. E lo stesso Don Peter ne era convinto. Bisognava davvero che Dio ci mettesse una mano e intervenisse ad accrescere le forze.


Così a febbraio del 2011 arriva misteriosamente a Watamu P.Giulio Manera da Arona con un gruppetto di suoi ragazzi. Vera sorpresa inattesa. Forse frutto delle innumerevoli preghiere di tanti. Diretto verso il Rwanda con distenazione Kibeo, via Kenia, P.Giulio di fatto è costretto a restare in Kenia per vari motivi. E così appena giunto conosce Don Peter e tra i due subito aleggia cordialità. Don Peter ritiene che P.Giulio glielo abbia mandato la Madonna e P.Giulio ritiene che la Madonna lo abbia mandato a Lui. Così i novaresi presenti a Watamu, che avevano solo sentito parlare di Lui, lo conoscono.

In seguito conosceranno la sua Opera di Arona e la sua gente. Così il gruppetto iniziale si allarga e alla Chiesa di Mida arriva quella mano che occorreva. Grazie al numero cresciuto del gruppo, i lavori riprendono e si portano a conclusione. Tanto che a Gennaio del 2012 avviene la inaugurazione della Chiesa di Mida. Ma intanto il gruppo che si è consolidato e incrementato condivide la passione di poter aiutare la gente di quella terra africana. Il nuovo Vescovo di Malindi, Mons. Emanuel, conta su questo gruppo che ha dimostrato una generosità stupenda che Egli stesso ha apprezzato e fa molto conto di P.Giulio che già precedentemente aveva conosciuto e che per strana coincidenza ritrova proprio qui nella Diocesi di Malindi. Fa delle proposte di collaborazione e nasce di fatto una collaborazione che andrà a specificarsi. Ma per le cose a cui ci si deve dedicare occorre un passo in più.

Occorre passare da gruppo spontaneo che condivide un interesse, ad associazione dedita a raggiungere degli scopi molto impegnativi. Ora, quello che siamo è esattamente il risultato di un percorso che ha messo insieme persone che hanno trovato gioia di conoscersi e imparato anche a camminare insieme. Adesso come adesso, grazie all’ Associazione Misheni na Uharimu onlus, stiamo lavorando con molta dedizione per la causa del Villaggio di Mida che abbiamo come adottato dal momento che il Vescovo di Malindi ce l’ha consegnato perché ne avessimo cura.
Sembra passato un secolo. Ma sono solo quasi tre anni che sono passati dall’inizio di questa avventura. Chi siamo oggi non è che qualcosa di davvero inatteso. E’ proprio vero che nessuno di noi può dire ‘basta’ nell’avventura della vita, perché essa ci regala sempre di scoprire di noi aspetti che non pensavamo. Comunque sia chi siamo oggi è presto detto: siamo persone felici di esserci conosciuti e felici di poter essere utili ad alleviare sofferenze di troppo negli altri. E non è da poco tutto questo. Felici anche se altri vorranno come noi fare esperienza di un nuovo modo di pensarsi nella vita. Felici di essere collaboratori missionari! Sì perché adesso siamo proprio questo.