nono report

la gente in preghiera nella chiesa della missione
la gente in preghiera nella chiesa della missione
  • la gente in preghiera nella chiesa della missione
  • il giardino antistante gli ambulatori
  • ove si porrà il cancello di ingresso al giardino
  • costruzione del locale del pozzo
  • tinteggiatura degli interni
  • vista degli interni
  • locali interni
  • il nostro collaboratore che controlla
  • l'area retrostante la chiesa e la casa
  • particolare delle tubazioni per le acque reflue

 la situazione  lavori quasi a traguardo

 

Oramai decisamente soddisfatti per ciò che si stà completando a Mida, dove, come sapete si è concentrata la nostra attività per la realizzazione della volontary house con la quale il villaggio avrà assistenza religiosa, sanitaria e sociale da parte della Diocesi di Malindi in forma stabile. Lo stesso Vescovo ci ha chiesto di dare alla volontary house un nome più specifico. Tra i tanti che abbiamo pensato ve n’è uno molto semplice: “ Casa fraterna” che in inglese si dice: The fraternal house. E che in swahili si dice: Nyumba ya undugu. Ne abbiamo avute molte di idee, ma abbiamo semplicemente optato per questa.
Fraternal house Nyumba ya undugu, è dunque la volontary house! Ma sarà anche la casa che fraternamente sarà condivisa dai volontari che si alterneranno nel servizio alla Missione di Mida. La casa che fraternamente ricorderà i suoi principali benefattori principali: Noè Rusconi , Pino Amelio e Fam Zizioli oltre che ‘Patrizia’ la grande mamma per tutti i bambini. Ricorderà tantissimi altri che in vista di questo traguardo si sono dedicati, fatti attenti compresa la nostra amata Ada, che volle, proprio a Watamu donare il suo obolo perché sorgesse questa opera. Ed ora nel concreto è visibile come il gesto di carità e di amore si può tradurre, può restare scolpito nelle opere di carità. Una apposita targa ricorderà questi amici, alcuni dei quali non più tra noi perché saliti alla grande casa del Padre.
Le ultime foto ci presentano il quadro della situazione. Gli interni che vengono tinteggiati e che verranno corredati degli accessori. In questo mese, dalla seconda metà di gennaio la falegnameria con la quale abbiamo concordato la fabbricazione dei mobili inizierà il lavoro e per metà febbraio i locali saranno accessoriati e arredati. Anche gli ambulatori saranno attrezzato con il materiale che nella settimana prossima attraverso un container partirà dall’Italia insieme a molto alto materiale occorrente. Dalle foto che riportano la situazione potete vedere come già possa essere fatta idea del giardino antistante gli ambulatori. La posizione del cancello di ingresso a questo giardino. E al tempo stesso la costruzione in atto del locale per la gestione del pozzo a suo tempo eseguito per fornire acqua alla struttura. Insomma ci siamo e davvero in tempi record. Nel villaggio la gioia non è da poco e questo corpo di costruzione ora dà alla Chiesa un altro valore, poiché non è più una struttura solitaria di mezzo ad un campo che in swuali si dice ‘chamba’.
In queste periodo và riprendendo la scuola sia quelle primarie che secondarie. A giorni vi sarà molto fermento per il passaggio quotidiano di quasi 200 bambini. Arriveranno a loro e alle loro famiglie tramite il container un po’ di vestiti. E nei prossimi mesi, gli ambulatori saranno preziosi per la loro assistenza medica.
La nostra Associazione garantirà lo stipendio di un medico locale per essere presente negli ambulatori assistito dalla suora infermiera della comunità già insediatasi a Mida vicino alle scuole primarie e all’asilo.
Stiamo verificando e valutando la data della inaugurazione ufficiale della “Casa fraterna” di Mida. Vedremo nelle prossime settimane se nel mese di febbraio o più avanti. Tutto dipende da come riusciremo a mettere ogni cosa in funzione. Da sempre abbiamo detto che non desideravamo fare un’opera per restare chiusa o inutile. Come pure che la inaugurazione di essa doveva coincidere con l’inizio delle attività sociali e sanitarie. Ci vorrà un report finale che sarà il decimo. Ne parleremo ancora e vi parleremo soprattutto della nostra prima avventura circa la spedizione di un container.