decimo report

panoramica della missione
panoramica della missione
  • panoramica della missione
  • ingresso alla casa
  • visione esterna della casa
  • esterno dello studio dentistico
  • interno dell'ambulatorio
  • la nostra gente
  • cure prestate ai bambini
  • il bambino felice perchè medicato

 Note sulla visita recente alla Missione

 

Dal 14 al 22 febbraio 2014, in quattro siamo andati in Kenia alla Missione di Mida. Oltre a me anche Daniele della comunità dei francescani della Santa Montagna. Con noi anche le due volontarie Pamela e Antonella, che ritornavano a Mida dopo due anni, cioè dopo il 22 gennaio del 2012, quando anch’esse erano presenti alla consacrazione della Chiesa che avevamo offerto al villaggio.
Il viaggio, sebbene stretto dentro pochi giorni, si era reso necessario sotto ogni aspetto. La Fraternity house che ha nel suo interno il dispensario o meglio gli ambulatori, si può dire terminata. Si doveva addirittura inaugurare per questa ultima domenica del mese di Febbraio. L’occorrente per il dispensario e per la casa doveva arrivare dentro un container secondo i tempi che avevamo stabilito. Purtroppo, per motivi che si possono comprendere, il container partirà soltanto a giorni perché non è stato facile mettere insieme tutta la documentazione richiesta e fondamentale per la spedizione. Onde evitarsi il rischio di trovarselo bloccato al porto di Mombasa . Sempre che questa venga riconosciuta. Infatti dipenderà dal buon esito di questi documenti il pagamento o meno di tasse di sdoganamento. Se ciò non avvenisse, il costo dell’operazione salirebbe di molto e dovremmo esborsare la somma di quasi 10 mila euro in più oltre ai 6 mila del costo del container e suo trasporto via nave.
Nel Container vi è stato stoccato tutto ciò che permette agli ambulatori il funzionamento. E anche molto materiale ad uso umanitario che sarà prezioso per la gente del nostro villaggio. L’inaugurazione quindi del dispensario con tutta probabilità sarà fatta in autunno poiché saremo prossimi alla stagione delle grandi piogge che come si sa complica ogni spostamento. Vedremo dunque prossimamente se già in aprile arriverà a destinazione il container. A quel punto potremo predisporre la casa e il dispensario al suo funzionamento. Tra l’altro quanto si fa urgente l’apertura del dispensario. Questo viaggio ci ha permesso di incontrarci con la situazione di salute minacciata della gente. L’abbiamo con i nostri stessi occhi visto.
Il sopraluogo a Mida ha permesso di controllare lo stato della costruzione della casa. Partito il lavoro il 16 luglio 2013, la costruzione oramai è terminata. La ditta che ha lavorato per noi, ha eseguito i lavori con precisione e con competenza. Soldi ben spesi. Siamo ai ritocchi finali. Ma tutto è pronto. Il Villaggio ora non vede soltanto una chiesa, come fosse una cattedrale nel deserto, ma può incominciare a prendere visione di tutto ciò che attorno alla chiesa viene a dire dell’impegno della Diocesi, sostenuto dalla Misheni na Ukarimu Onlus, di creare in modo sempre più marcato, la condizione di una presenza permanente e solida nel villaggio che fino a qualche anno fa era lasciato a se stesso. Stà prendendo forma, consolidandosi, come attestano le strutture che nascono, un servizio di notevole pregio per la vita della gente del villaggio. Essa si sente rincuorata e felice, perché sente ed avverte che non sarà più sola e che la Diocesi di Malindi la stà aiutando.
Da qualche anno la Diocesi ci ha affidato questo compito che noi svolgiamo a suo nome e per lei. E il Vescovo di Malindi riconosce nel nostro operare una qualità sorprendente.In molti modi e momenti ha esternato i suoi sentimenti di gratitudine. Riconosce nel nostro metodo, stile, e modo di operare, qualcosa di molto prezioso perché si rende evidente che non siamo solo preoccupati di innalzare muri e strutture, ma di creare vita comunitaria, di creare Chiesa. Con noi la gente del villaggio sempre di più allaccia rapporti di grande cordialità. Oramai ci conosce, ci aspetta e sempre si aspetta che abbiamo o visitarla. Anche in questo viaggio abbiamo potuto notare l’incremento del rapporto di fiducia e anche il consolidamento delle relazioni interpersonali. Ci vuole bene davvero perché nota che ci spediamo per loro e che ne abbiamo cura. Lo dicono le strutture già fatte e ancor più lo diranno quelle che andranno ulteriormente innalzate. Ma lo dicono anche i nostri gesti e il nostro modo con cui ci portiamo dentro il villaggio, tra le capanne.
Questo è un secondo grande progetto che realizziamo per Mida. Ma altri due sono già in lavorazione.
Gli obiettivi che avevamo prefissato in questo viaggio li abbiamo raggiunti. Il primo relativo una serie di incontri istituzionali a cui mi sono in speciale modo occupato personalmente. L’altro riguardava la impostazione dell’attività di assistenza sanitaria in vista del dispensario che a breve inizierà a dare il suo servizio. Erano pertanto molto importanti i contatti finalizzati a fornirci elementi di conoscenza delle situazioni sanitarie della gente e del modo in cui in questo territorio vengono forniti i servizi di assistenza medica di base. Se ne è fatta carico in particolare Antonella. E proprio a Mshaba, località non molto distante da Mida ci si è fermati in dialogo con chi già gestisce un dispensario. In questo luogo dove sorge una bella chiesa dedicata a Maria Regina che anche il Santuario Mariano Diocesano, c’è una comunità di frati cappuccini e di suore. Queste oltre all’insegnamento nelle scuole e alla gestione dell’asilo, si curano del locale dispensario. Con la suora incaricata, a lungo si è dialogato e questo incontro ci ha fornito indicazioni valide sulle impostazioni da dare a Mida. Utile anche per la conoscenza di come deve funzionare, secondo le normative sanitarie dello Stato, il Dispensario, compreso l’uso dei medicinali.
Qui è stato anche importante la conoscenza di una persona dedicata interamente ai problemi sociali e alle grandi problematiche della gente soprattutto in ordine le piaghe sociali ( droga e HIV). Utile dialogo ed incontro per conoscere ciò che è il dramma della popolazione che abita questi territori e che ha a che fare con problematiche tradizionali e con problematiche tipicamente attuali. Poiché purtroppo, l’ignoranza, la mancanza di corrette informazioni e di una sana educazione di vita, stà devastando la vita delle persone a cui occorre fornire aiuto. Il pomeriggio trascorso in questo luogo è risultato a tutti gli effetti utilissimo.
Nel villaggio di Mida inoltre abbiamo dedicato tempo alle visite presso le capanne e quindi presso la gente che abita in queste strutture che ogni volta ci danno una stretta al cuore. La condizione della gente che vive nelle capanne di fango e di paglia è terribile. E questa visita produce un effetto di conoscenza diretta dei drammi dovuti alla mancanza di igiene e di alimentazione. Mamme, papà, bambini, bambine , giovani ragazzi e giovani ragazze, che vivono nel niente e con niente e che ogni giorno sfidano l’incerto.
I gradini antistanti la chiesa sono stati in questi giorni il nostro ambulatorio all’aperto. Abbiamo medicato e curato i bambini feriti e con gravi situazioni. Abbiamo anche dovuto portarli a Gede in un ospedale (parola grande) per provvedere il necessario in tre casi molto allarmanti. Ma non è che una goccia di quanto si è visto nel villaggio e i nostri ambulatori saranno davvero una grazia per questa gente.
Si è anche affrontato con le Suore la problematica delle scuole sempre più senza mezzi. Ma su questo ci siamo soltanto soffermati in dialogo per essere informati bene sulla situazione. Noi in questo viaggio dovevamo soltanto verificare la situazione degli ambulatori e del servizio che andrà fatto. Cosa che è stata ben visualizzata. Per cui al ritorno da questo viaggio siamo maggiormente dotati di conoscenza e meglio anche motivati nel direzionare la nostra opera in servizio alla popolazione. Tutto ciò è stato importante anche per capire come in seguito muovere i potenziali volontari che si assoceranno alla nostra opera e che potranno venire qui a Mida a donare del loro tempo e delle loro competenze. Crediamo che quando questo avverrà, numerosi potranno arricchire la propria vita di un maggior valore grazie alla esperienza di volontariato umanitario e missionario.
Dovremmo anche aggiungere informazioni sui desiderata del Vescovo e sugli orientamenti prossimi per riguardo la Missione di Mida, la sua pastorale e la sua attività missionaria. Ma dii questo ne parleremo con più calma più avanti. Qui possiamo soltanto anticipare che la missione di Mida verrà totalmente data alle nostre cure e premure. Si profila all’orizzonte qualcosa di molto importante dunque che ancor più ci responsabilizza e ci impegna. Un conto infatti è dare una mano laggiù, e un conto e prendere nelle nostre mani il villaggio e sostenerlo nel suo sviluppo. Curarne la pastorale missionaria e provvedere allo sviluppo e alla crescita sia della comunità cristiana cattolica, che della comunità civile.
Grazie a tutti coloro che ci seguono con amore ed interesse. Grazie per tutti coloro che ci sostengono con la loro carità e con la loro attenzione.