report viaggio di marzo 2014

eccoci nuovamente presenti a Mida
eccoci nuovamente presenti a Mida
  • eccoci nuovamente presenti a Mida
  • qui con i bambini lavati,sistemati e messi a festa
  • tanti momenti belli vissuti anche giocando con loro
  • in cerca di materiale per fare acquiloni
  • Giulia Francesca ha già un'amica
  • Roberta adesso oltre che la piccola Elisa ha anche come amica la mamma
  • Fabrizio invece è il testimonial di Antonella con Issah e la sua mamma
  • Paky oramai ne ha conquistati tanti: i più  particolari
  • e i più bisognosi sono stati curati con amore
  • Giulia e Francesco alla loro prima esperienza nella missione

Note sulla presenza a Mida
dal 14 al 23 marzo 2014

 

Erano le 13,30 del 23 marzo quando il gruppetto dei 5 volontari con P.Giulio Manera lasciavano Watamu, la casa di Mimmo e Giuliana, nella quale siamo stati amorevolmente ospitati nei giorni della nostra presenza qui in Africa in servizio alla missione di Mida. Era un’ora di grande caldo. E’ bastato lo sforzo nel trasportare le valigie per di nuovo sprizzare sudore in abbondanza. Come se non fosse bastato quello dei giorni scorsi. Quasi tre ore di auto e poi a Mombasa per le operazioni di imbarco sul volo di rientro. Lasciavamo alle nostre spalle un mondo divenutoci familiare. Anche per i tre nuovi aggiunti in questo viaggio che entravano per la prima volta in contatto con questo mondo: la giovanissima Giulia Francesca, Paky e Francesco.
La settimana dal 14 al 23 è stata intensamente vissuta. Tutta concentrata per la gran parte allo svolgimento di quei compiti prefissati. A Mida, la gente oramai ci conosce. Ci attende ed è felice di rivederci. Quello che la Misheni na Ukarimu Onlus stà svolgendo per questo villaggio favorisce sempre di più un grande legame di fraternità.
In questa settimana abbiamo incontrato due volte il Vescovo di Malindi. Una prima volta da lui nella sua casa episcopale e la successiva volta venendo lui di persona a Watamu restando più a lungo con noi. E’ sempre un incontro molto bello, ricco di cordialità e di dialoghi che ci aiutano a migliorare il nostro impegno e a profonderlo in modo sempre più oculato. Il Vescovo ci apprezza e ci stima e riconosce molto valido il lavoro che stiamo facendo che non è solo nella linea di un servizio sociale, ma ecclesiale. La nostra esperienza di comunità parrebbe molto efficace ed efficiente a Mida, Villaggio oramai posto nelle nostre mani e dato alle nostre cure nella sua totalità.
La settimana è iniziata con la gente di Mida domenica mattina proprio con la Santa Messa. E’ in quel momento che ci siamo salutati e presentati e che abbiamo fatto sapere di quello che nel villaggio avremmo fatto nei giorni della nostra permanenza.
Ci siamo suddivisi i compiti. Chi per le cose pratiche della casa fraterna ( Fraternity house) e degli ambulatori. Chi per i contatti con alcune personalità e chi per l’igiene e la cura dei bambini. A sera di ogni giorno si mettevano in comune l’esito delle varie incombenze e si programmava in linea generale il programma del giorno successivo. Per noi i momenti di relax e di riposo, davvero pochi. Ma in una settimana e con tante cose da fare non potevamo pretendere di più di una quotidiana passeggiata all’alba sulle kilometriche spiagge di Watamu e di una nuotata per toglierci sudore, polvere e stanchezza. Per tutto ciò che ogni giorno si faceva una settimana risulta eccessivamente troppo insufficiente. Ma meglio che niente ci siamo detti alla fine di questa esperienza di servizio a favore della gente di Mida, soprattutto dei bambini.


Ci siamo trovati messi davanti anche ad alcune contingenti difficoltà che non vale la pena raccontare. La cosa bella da dire invece è che ogni problema trovato a sorpresa ha potuto essere risolto e superato. E nonostante le difficoltà siamo riusciti ad arrivare a fare quelle cose per cui noi ci eravamo portati a Mida.


Portiamo con noi il ricordo che talvolta non è facile riportare a sufficienza. Perché le profonde emozioni non è semplice comunicarle. Quello che possiamo però dire, da quanto espletato come da programma è che, benché sembri poco quello che si và facendo, tuttavia è meglio che niente. La gente oramai ci vuole bene, sa chi siamo e sa soprattutto perché andiamo a loro. Essa confida nella nostra vicinanza e presenza e confida nel nostro amorevole aiuto. Ciò che colpisce e tocca il cuore di questa gente è lo stile del nostro servizio di carità che è ben oltre quello semplicemente volontario o solidaristico. Seguendo le indicazioni del Vescovo la nostra presenza e il nostro servizio è vissuto con una pregnanza ecclesiale e pastorale che è proprio della comunità, anche se siamo e ci comportiamo come ogni organizzazione non lucrativa, ovvero come ogni onlus.

Ma la nostra se civilmente è così come altre, ha in sé però quelle note che vengono date dalla esperienza comunitaria francescana di Villa Picco di Arona, semplicemente detta della ‘Santa Montagna’. A Mida stiamo testimoniando e stiamo donando tutto ciò che è il frutto della nostra comunità francescana. E in questi giorni per la prima volta abbiamo visto le mamme dei bambini da noi lavati, curati e nutriti, impegnate con noi. Addirittura tre ragazzi del villaggio già sono attenti a coinvolgersi nelle varie incombenze. Ragazzi eccezionali che trovano ora con noi lo slancio per insieme tendere la mano di aiuto e dare dignità alle persone che ne sono prive.


In questa settimana dunque, la nota belle emersa è stato il coinvolgimento di alcuni del villaggio di Mida. Buona cosa e buon inizio che fa ben sperare per il futuro di Mida. Con la comunità delle Suore và intensificandosi la comunione e la collaborazione. Abbiamo lavorato insieme anche con loro. Altra bella nota. E importanti sono stati gli incontri con altre personalità esterne al Villaggio dove abbiamo sistemato presso alcune strutture dei bambini per assicurare la loro giusta formazione scolastica. Così in alcuni casi per alcuni casi abbiamo perfezionato le pratiche. Ora abbiamo anche due giovani in più impegnati nelle scuole superiori. Un giovane in vista del divenire medico e un altro per divenire educatore specializzato. Quindi a tutt’oggi già tre ragazzi sono avviati a studi particolari che permetteranno di avere personale operativo nella nostra missione adeguatamente preparato e idoneo.


Nel viaggio in aereo sia di andata che di ritorno non sono mancati momenti in cui persone in viaggio con noi hanno potuto interpellarci e chiederci del nostro impegno a Mida. Ciò favorito dal fatto che facciamo questi viaggi con la camicia della nostra Associazione che permette la identificazione del gruppo. Anche questi momenti sono stati interessanti. Noi apprendiamo che verso l’Africa si muove tanta gente che porta un aiuto umanitario. E i dialoghi ci portano a condividere una realtà esistente di solidarietà che talvolta non si penserebbe così intensa. Esiste tanta gente di buona volontà! Ci ha fatto immensamente piacere conoscere gente dal cuore grande e sensibile.


Siamo sbarcati la mattina del 24 marzo alle 7 del mattino puntuali. E subito desiderosi di darvi queste note di cronaca del nostro viaggio sapendo che le attendavate. Ma non mancherà un servizio più completo. Vi ringraziamo perché sentiamo che ci siete vicini. Sentiamo che seguite come fosse vostra questa avventura missionaria e noi siamo felici di saperci attorniati da affetto e vicinanza. Pure noi, sappiamo di non essere soli e di avere voi alle nostre spalle. Grazie dunque dei messaggi che ci avete mandato e grazie per questa bellissima unione di cuori e di sentimenti con cui ci sappiamo accompagnare.
Un grazie particolare poi a tutte le persone che hanno favorito e favoriscono queste settimane di assenza nostra, e anche dell’aiuto economico che ci hanno offerto e che noi abbiamo destinato al bene dei bambini della nostra missione.