report novembre 2018

Mida, Novembre 2018

Non si decide di diventare volontario in una missione, ci si trova in una circostanza per cui spesso invece di scegliere si viene scelti. Non importa dove e come si opera, non ci sono confini terreni e mentali.. Si va dove porta il cuore, senza pensare se è meglio aiutare in un luogo piuttosto che in un altro. Un volontario lo è ovunque e non dovrebbero esserci distinzioni sul dove.

Nel mese di novembre mi sono recata con alcuni soci della nostra missione in Africa, a Mida.

Siamo stati accolti con molto calore, affetto e gratitudine per tutto quello che stiamo facendo.

I bambini felici con la loro ciotola di riso in mensa, gli sguardi commossi delle mamme grate per l’opportunità che diamo ai loro figli. Le istituzione compiaciute per i nostri grandi sforzi per rendere migliore la scuola.

Dato il mio diverso ruolo, rispetto al passato, ho trascorso molto tempo anche per gestire questioni burocratiche e amministrative. Ho avuto diversi incontri con i genitori della scuola, e assieme alla Diocesi abbiamo deciso di permutare la macchina che avevamo acquistato in passato con un piccolo bus, che permetterà ai bambini, soprattutto i più piccoli, di non dover percorrere chilometri ogni giorno per recarsi a scuola.

L’incontro con il preside della scuola ci ha permesso, invece, di organizzare corsi di lingua italiana e di musica, che partiranno con l’anno nuovo, tenuti dal nostro volontario Bruno ex docente universitario. Questo progetto promuoverà notevolmente la scuola e aiuterà questi bambini di avere molte più possibilità lavorative in futuro.

Siamo stati accolti anche dal Vicario generale della Diocesi di Malindi, il quale si è dimostrato estremamente soddisfatto e compiaciuto del nostro modo di gestire la missione, addirittura in taluni casi anche sorpreso dalla nostra capacità di collaborazione con la popolazione e la diocesi. Noi riteniamo che per lavorare bene ci voglia un team compatto e coeso indirizzato allo stesso scopo.

Le questioni amministrative non ci hanno, in ogni caso, impedito di addentrarci nel villaggio per incontrare la gente. E’ passato più di un anno dalla mia ultima visita ma il tempo sembra non essere trascorso. Gli stessi sorrisi, gli stessi abbracci, i bambini che urlano il tuo nome correndo sulle strade impolverate. Cosi siamo giunti in contatto con circa 50 famiglie che, esponendoci le loro difficoltà, ci hanno chiesto di aiutare i loro bimbi a scuola.

Il nostro scopo è quello di dare loro la possibilità di evolversi rispetto alle famiglie di origine, migliorando salute alimentazione e scuola.

Per fare questo abbiamo sempre bisogno dell’aiuto e del buon cuore di molti.

Chiunque volesse avere informazioni, ci contatti…

 

Barbara